I\’m not here to save you

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. (C. H. Bukowski)

Archivio per gennaio, 2009

Passeggiavo

sulle rive del fiume delle automobili impazzite come l’acqua in una cascata, che cade senza rigore, come l’acqua che straripa, rompe gli argini fino a parcheggiarsi in doppia fila. Remavo, passeggiavo sulla mia barca, non ricordo bene. Insomma, andavo. Quando m’incagliai per la prima volta non fu a causa della mia inesperienza coi remi. Si, perchè c’era, lontano non più di una manciata di passi da me, un battello di immigrati: urtarono contro un iceberg. Dico davvero! Si bloccarono tutti quanti, erano otto, in prossimità di una vetrina d’elettrodomestici. Poi fissarono contemporaneamente lo stesso angolo. Era quello di una stufetta elettrica da pochi soldi. Scarsa, scassata e scadente, ma per qualche istante illuminò e riscaldò tutti quanti là intorno. Si frugarono immediatamente nelle tasche per capire se sarebbero riusciti ad imbarcarla con loro nel viaggio – destinazione baracca di periferia. Con uno sguardo verso il capitano del battello afferrai che una stufetta non ha bisogno di documenti, né di permesso di soggiorno, solo che per farla emigrare dallo scaffale avrebbero dovuto maneggiare più monete, diciamo solo altre quattro. L’urto con l’iceberg fu violento, tanto da rompere la chiglia e mandare a fondo battello, marinai e buoni propositi. Ah, dimenticavo, fallì un ammutinamento: mentre l’idea della stufa colava a picco malorosamente, un mozzo propose al suo equipaggio di lanciare in acqua un salvagente e per terra un cappello, così, per elemosinare quegli spiccioli mancanti. Gli fu fatto notare in qualche modo che, per quanto sporca, sudata, strappata, logora, era sempre la divisa d’un marinaio a proteggerlo dal gelo, e le divise si rispettano con dignità.
Era iniziato il loro inverno, freddo come sempre.

(fine parte prima)

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