I\’m not here to save you

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. (C. H. Bukowski)

Archivio per ottobre, 2007

Il mezzo busto

si trascinò verso una gran scia di inconcludente minimalismo. Biecamente improduttivo di tiepide conclusioni o come una scialba minestra, scialba persino per un giorno ordinario. E vaneggiava sul senso tratto per errore dalle radici del suo pensare. Se ne compiaceva? Coglione. Patetico, ridicolo coglione. Poterci mai davvero capire qualcosa, oddio, no, no. Diocenescampi. Basta così, l’ostello è completo e noi siamo troppi. Chiudi e riprenditi oppure alzati e crepa: svegliati coglione.

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I’m not here to save you

Sempre di tutto

un po’. Tutto e per poco, ma non del tutto. O affatto. Un miracolo da poco? Pressapoco. Ovunque, se non forse altrove? Appunto. E verso dove? Eterna e materna. Impertinente. Consola, scagiona. Take me down. E dopo al piano di sotto, cazzo.

Ci capisco

sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capisco sempre meno, ci capis

Come quando

in vetrina vedi luccicare qualcosa e sai che non ha senso null’altro per te nell’esposizione, lì ed altrove. Proprio così. Se lo capisci tu in tempo sei salvo, se lo capiscono loro sei fregato. Gioco sporco, diamoci fuoco. Avvisai e non mi fu facile comunicare, interloquire oltre ed ancora: appuntai questo e passai oltre. Fuckoff.

A volte la sorprendevole meraviglia che giunge dal nulla riesce davvero a lasciarmi senza fiato.