I\’m not here to save you

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. (C. H. Bukowski)

Non riuscivo

a riposare ieri notte, non riuscivo ad addormentarmi e nel vicinato qualcun’altro come me si manteneva sveglio, chissà perché. Erano le quattro, pressapoco. La mia compagnia si era presentata da pochi minuti con alcuni accordi di chitarra, poi qualche melodia. Erano le quattro ed ero sveglio. La musica era gradevolissima, non favoriva il sonno, piuttosto lo rispettava. Musica non finire mai! Triste, malinconica, dolcissima: in ogni nota strideva il dolore del musicista, ogni nota era ambasciatrice implorante conforto. Erano le quattro, forse anche più tardi ed ero sveglio. Mi stavo convincendo che il mio amico ora stesse piangendo, non capivo se fosse un lamento quello che sentivo o solo un immagine riflessa nella mia mente. Ma la cosa non sarebbe stata diversa. Erano le quatto, inoltrate, quasi le cinque. La musica si fermò, anzi ci fu del trambusto. La chitarra fu squarciata e sentii un pianto, profondamente, inconfondibilmente vero.

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4 commenti»

  vanna wrote @

Straziante….

  Dave Stravoz wrote @

Si, mi ha dato una fitta tremenda come se la sua pena fosse stata mia. Non ho ancora capito se si sia trattato di un uomo od una donna. Ma questo non è importante.
Bacio, ciao Vanna!

  vanna wrote @

E’ stata forse una notte triste per tante persone. Tante.
Un abbraccio.

  Dave Stravoz wrote @

Forse?


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